Riso e cipolle

Ora di cena. Mamma, babbo e figlia di sei anni siedono a tavola. La mamma serve il riso cucinato dal babbo. La bimba chiede cosa c’è nel riso. «Cipolle», risponde la mamma. La bimba dice che non vuole le cipolle. La mamma la invita a lasciarle da una parte. La bimba comincia a cercare i pezzi di cipolla e a metterli sul bordo del piatto, lamentandosi del fatto che quel riso non le piace. La mamma le ripete che può mangiare solo il riso senza le cipolle, ma la bimba, forse accorgendosi quanto sia lungo e difficile quel lavoro perché le cipolle sono tagliate fini e sono molto cotte, continua a lamentarsi con la mamma e dice che quel riso le fa schifo. La mamma in tutta calma le dice che se vuole può anche fare a meno di mangiarlo, ma la bimba continua a lamentarsi mentre sposta da una parte i pezzetti di cipolla. Il babbo allora si alza e dice con fermezza alla bimba: «Mi dà molto fastidio quello che stai dicendo. Se continui ti tolgo in piatto e il riso non lo mangi». La bimba smette immediatamente di lamentarsi e in silenzio mangia il riso. I genitori parlano tranquillamente e qualche minuto dopo la bimba chiede al padre se dopo cena le fa vedere il clarinetto…

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